.. niente al mondo vale.. un secondo vissuto accanto a te .. vale un gesto tuo, un tuo movimento... niente al mondo mi ha mai dato tanto, da emozionarmi come quando siamo .. "NOI", ..
Da ..Rio... e Max P. "da canzoni e pensieri “.. sempre.. nient’altro che noi”.. sogno.. ..poi vivo l'amara realtà.. chiedo allo specchio: "Perchè non rifletti un po' prima di rimandare la mia immagine?".. ti piace!? graz. x il tuo 5X1000 ad ACR(ONLUS di fatto) alla Fondazione di Don Gino !
venerdì 9 gennaio 2026
Ultimissime di Crv e acr il Triangolo Lariano, ilmilanese/baggese a cura di acraccademia.it
21 Settembre 2026
Punto e a capo: cosa aspettarsi dalla classe dirigente
Ciao Sergio,
Spero tu stia bene. La scorsa settimana si è parlato molto dell'intervento di Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici, alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia. Nel suo discorso ha dichiarato: “Non saremo i soldati delle vostre guerre, organizzeremo i disertori". Il suo comizio non è un fatto isolato: prima di lei, un altro esponente della giovanile, Lorenzo Pacini, era stato al centro di una polemica per il suo invito a usare i fucili contro i fascisti, prontamente censurato dalla segretaria Schlein. Sempre a Reggio Emilia un altro esponente dei GD, Marco Rocco De Luca, ha scandito: “Liberiamoci da Usa, capitalismo e sionismo. Siamo figli dei comunisti”.
La giovanile del PD, come spesso le giovanili dei partiti, può portare posizioni più scapigliate rispetto a quelle del partito, che magari anticipano un cambio di posizione del partito tutto.
Così è stato con la giustissima e riuscitissima campagna dei Giovani Democratici "lo stage non è lavoro". Partendo da un problema con cui tutti i giovani italiani devono fare i conti, i GD ne hanno fatto una campagna nazionale efficace, a cui ho dato il mio sostegno e aiuto con convinzione, perché ha aiutato l'intero partito a riportare l'attenzione sulo sfruttamento e la precarietà dei giovani. "Lo stage non è lavoro" è solo un esempio di come i GD siano in grado di fare politica "come i grandi", a volte anche con più lungimiranza.
Qui però siamo davanti a un’altra cosa, cioè a uno scivolamento verso posizioni estremiste, che non mi sento di minimizzare o giustificare. Nel clima polarizzato in cui viviamo, sono posizioni che creano danno, perché esasperano conflitti e ansie. I dirigenti dei Giovani Democratici sono dirigenti politici a tutti gli effetti, non ragazzini inesperti. La giovanile è autonoma, ed è giusto che sia così. Quello che loro dicono li qualifica come dirigenti politici adulti, autonomi, attivi. In quanto adulti autonomi e attivi, devono prendersi la responsabilità più importante di un dirigente politico: incidere nella realtà, non spararla più grossa.
Non c’è bisogno di ribadire ai lettori di questa newsletter quanto sia centrale oggi l’instabilità internazionale e le tante guerre di cui siamo circondati, e quanto serva una azione più decisa dell’Italia e dell’Europa a favore della pace. Siamo tutti angosciati dalla piega che sta prendendo il mondo, e bisogna ascoltare le preoccupazioni di tutti, a maggior ragione quelle che arrivano dai giovani. In questo clima, se la si spara grossa, come ha fatto la segretaria dei GD, si rischia da un lato di alimentare la paura di una guerra guerreggiata che non c’è. Dall’altro si liscia il pelo a chi davanti ai tempi difficili che viviamo, invece di affrontarli, preferisce chiudere gli occhi e essere lasciato in pace. Si viene meno alla responsabilità che ha un gruppo dirigente, ovvero quello di spiegare, argomentare, ragionare su quanto accade e su come evitare esiti catastrofici. Certo, politica estera e difesa sono questioni delicate e dalle molte facce, ma che sono tra le più stringenti. E richiedono classi dirigenti all’altezza del compito.
Questa settimana in Aula è tornata la legge elettorale, che si voterà in via definitiva a inizio ottobre. Voteremo poi la pdl per il Museo memoria della strage di Viareggio e il ddl delega per la disciplina della professione dei commercialisti.
Mercoledì alle 19 all'ISPI, in via Clerici 5 a Milano sarò alla presentazione del libro di Paolo Gentiloni "Diventare una potenza. IStruzioni per una rivoluzione europea". Con Gentiloni dialogheranno Mario Monti e Mariangela Zappia, moderati da Andrea Bignami. Ci si deve prenotare.
Sabato ci sarà a Prato l'Assemblea nazionale dei Rifomisti. Alla Casa del popolo Arci Coiano, in via Bisenzio a San Martino, 5/G. Anche qui ci si deve registrare, a questo link.
A lunedì prossimo,
Lia
P.S. Se questa newsletter ti è piaciuta, vuoi consigliare a qualcuno di iscriversi, o hai cambiato indirizzo email e hai bisogno di re-iscriverti, ti lascio questo form per iscriversi.
P.P.S. Mi piacerebbe conoscerti un po' meglio. Puoi aiutarmi compilando questo breve questionarioo schiacciando il bottone qui sotto.
inviata tramite ActionNetwork.org. Per aggiornare il tuo indirizzo mail, cambiare nome o indirizzo o smettere di ricevere le mail da Lia Quartapelle, per favore Clicca qui.
«Abbiamo fatto diventare noi la sicurezza una parola d’ordine della destra. Ma non lo è, non è di nessuno, anzi è di tutti: è una garanzia che deve dare lo Stato ai cittadini. Una necessità. È stato un errore degli anni passati appaltarlo a una sola parte politica».
Riceviamo e volentieri pubblichiamo...
Lo dice Silvia Salis, sindaca di Genova, in una intervista di questi giorni a Repubblica.
E sulla tragedia di La Spezia aggiunge: «Se questa dolorosa vicenda ha un messaggio per la politica, è un altro: c’è un’emergenza che attraversa la gioventù italiana. Sempre più spesso vediamo i segni di una violenza trasversale e generalizzata. Non è un tema al quale si può rispondere con la propaganda che parla alla pancia: l’esecutivo continua a inasprire le pene e creare nuovi reati senza capire che questa non sia soluzione. Infatti sono al quarto anno di governo e sulla sicurezza non hanno ottenuto alcun risultato. La loro ricetta è sempre la stessa: sanzioni e repressione. Cosa risolvi quando chiedi a una famiglia – che magari non ha neanche i soldi per l’affitto – di pagare una multa di 500 o 1000 euro perché il figlio ha commesso un reato? Ma che Stato è uno Stato che ragiona così?».
E dà la sua opinione su cosa bisognerebbe fare «Bisogna smettere di ignorare il disagio delle nuove generazioni, che non è solo sociale. Si presta pochissima attenzione al sostegno psicologico. La priorità è investire nelle scuole. Gelosia come movente dell'omicidio di Spezia? Un promemoria sull’urgenza di potenziare l’educazione sessuo-affettiva. È evidente che i ragazzi abbiano la necessità di acquisire strumenti per la gestione delle proprie emozioni. E in realtà, come vediamo, vale anche per moltissimi adulti.
Noi sindaci siamo anche bersaglio di continui attacchi politici. Trovo grotteschi i post di ministri, consiglieri e deputati di destra che accusano le grandi città di essere insicure perché sono amministrate dal centrosinistra. O non sanno che la sicurezza è responsabilità del governo – e questo è grave – oppure manipolano la realtà per screditare i sindaci che non siano della loro parte politica. Ancora più inascoltata è la polizia, però: nella finanziaria sono previste zero risorse per la polizia di Stato, che in questo momento ha 11mila unità di organico sotto la dotazione di legge. E poi vengono a puntare il dito contro i sindaci. Non hanno fatto di meglio nemmeno su pressione fiscale, capacità di acquisto dei salari, stato sociale e welfare. Ma la sicurezza pesa doppio: era il loro cavallo di battaglia».
Nessun commento:
Posta un commento